Lo sguardo è un aiuto prezioso nella pratica dell'
ipnosi
e alcuni ipnotizzatori famosi l'hanno usato per indurre il sonno
nei loro soggetti. Sia che consideriate gli occhi come uno dei
cinque organi sensoriali o che ammettiate che generino delle
correnti magnetiche che agiscono direttamente sul cervello;
sia che gli accordiate un'azione indiretta sullo spirito mediante
l' auto-suggestione, sia infine che li pensiate come organi per
catturare l'attenzione sulla suggestione dell'operatore, è
fuori dubbio che lo sguardo abbia un'importanza fondamentale
in ipnosi e giochi un ruolo di primo piano.
Perché gli occhi possano produrre un effetto irresistibile
nella pratica dell' ipnosi l'esperienza ci insegna che dobbiamo tenerli
aperti il più a lungo possibile, senza battere ciglio.
Questo movimento delle palpebre è riflesso e si produce
abitualmente senza la partecipazione della volontà. Dovrete
assolutamente dominarlo, perché il successo assoluto
nelle prove di fascinazione dipende esclusivamente da ciò.
Alcuni autori non temono di affermare che qualsiasi movimento
di palpebre dell'ipnotizzatore (mentre fissa un soggetto che
vuole influenzare) annulla completamente l'effetto già
prodotto.
Esagerazione?
Tuttavia è certo che ogni volta ci serviamo dello sguardo
per produrre un'influenza ipnotica, il risultato è sicuro
e rapido quando manteniamo uno sguardo fisso e determinato.
Capirete ora l'importanza del primo esercizio del secondo gruppo.
Non è necessario sgranare grandi occhi od assumere un
aspetto truce; il maestro Caravelli influenzava sorridendo i
soggetti più ribelli.
È anche vero che con certi soggetti è vantaggioso
spalancare gli occhi il più possibile per ottenere più
rapidamente la fascinazione.
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