Ipnosi e la sua storia

Coniò il termine ipnosi dal greco hypnos (sonno) ed effettuò interventi chirurgici col nuovo metodo come incisioni di ascessi, cure dentarie, interventi ortopedici etc. L’ ipnosi nella metà del 1800 era accettato da tutti grazie al Braid che dava ragione ai sostenitori della teoria dell’immaginazione troncando definitivamente la disputa tra fluidisti ed animisti. Cercando di riprodurre le esperienze del magnetizzatore Lafontàine, Braid si convinse che se il soggetto non poteva più aprire gli occhi e si addormentava sotto l’azione dello sguardo, si trattava semplicemente.di affaticamento. Lo stesso risultato poteva essere ottenuto mediante la contemplazione di un oggetto brillante. Questo nuovo modo di ottenere il « sonno nervoso » riusciva pressoché sempre con gli aduli, i bambini e anche gli animali.

Tuttavia il successo dell’esperimento era totale con dei soggetti che possedevano grande facoltà di attenzione. Il sonno ottenuto era identico a quello creato dai gesti e dallo sguardo dei magnetizzatori, presentava perciò tutte le gradazioni, dal più leggero assopimento al coma catalettico caratterizzato dalla scomparsa di sensazioni. In secondo luogo Braid si rese conto che durante il sonno ipnotico il soggetto era preda di un sentimento corrispondente all’atteggiamento che si voleva che assumesse. Infine, verificò che il dormiente poteva obbedire a tutti gli ordini « che pervenissero da una persona nella quale aveva fiducia ».

Attraverso quest’ultima constatazione, Braid. si collegò con l’Abate Faria e con Bertrand, che attribuivano all’immaginazione tutti gli effetti del mesmerismo. Da questo punto di vista, il merito della sua scoperta è certo; tuttavia, qualunque cosa ne pensi Pierre Janet, questo merito resterà grande se si considera il braidismo non come dottrina della suggestione ma come dottrina dell’ ipnotismo tapsichica.

Il braidismo non ebbe alcun successo 1n Francia ed in Inghilterra. Charcot lo resuscitò senza peraltro riconoscerlo. Alcuni osservatori isolati ne confermarono la verità.

Nel 1859 il dott. Azam, avendo ripetuto gli esperimenti del medico di Manchester su soggetti isterici, constatò la conformità del loro atteggiamento al sentimento morale, e l’iperestesia dei sensi: il tic-tac di un orologio da tasca venne ascoltato a una distanza di 8,o 9 metri, il calore delle mani sentito a 40 centimetri dal dorso. Per il resto si giudicarono le idee di Braid troppo viziate da misticismo, e l’ ipnotismo non venne che applicato alla pratica chirurgica. Abbandonato come era stato fatto per il magnetismo animale, l’ ipnotismo cadde nelle mani dei ciarlatani. Mentre il magnetizzatore austriaco Czermak e il tedesco Preyer dimostravano che si potevano ipnotizzare animali come polli, conigli, rane e gamberi, la maggior parte dei medici e dei fisiologi francesi non videro nei fenomeni ipnotici altro che simulazione.

cioè dell’esistenza di uno speciale stato nervoso comune al magnetismo, al sonnambulismo ed alla suggestionalità. Negando completamente i fenomeni fantastici collegati con i magnetizzatori, Braid ha non di meno preso nota di fenomeni inesplicabili che sono stati da lui attribuiti a « una esaltazione delle funzioni e delle forze intellettuali » e che, come i primi, appartengono al settore della me. 

Charles Richet dimostrò l’infondatezza di tale accusa. Nel 1875, ancora studente, pubblicò una memoria sul sonnambulismo provocato nella quale, facendo sostanzialmente riferimento al mesmerismo, affermava che il « sonno nervoso » era uno stato fisiologico normale nel quale l’intelligenza si trovava spesso esaltata.

In una serie di articoli operò una revisione del processo degli antichi magnetizzatori e divenne l’apostolo francese del grande movimento di riabilitazione dell’occultismo sperimentale.

Charcot, già celebre per le sue ricerche sulle malattie del sistema nervoso e segnatamente del midollo spinale, aveva esaminato su larga scala i fenomeni ipnotici nella sua clinica (la Salpétrière), intraprendendone metodicamente lo studio. Si sforzò. di descriverne esattamente i segni fisici come le contrazioni muscolari. Mise a punto la sua famosa, legge dei tre stadi caratteristici del « grande ipnotismo »: stato letargico, stato catalettico, stato sonnambolico. Il « piccolo ipnotismo » non presentava che fenomeni psichici. La comunicazione di Charcot all’Accademia delle Scienze, nel 1882, rappresentò il punto di partenza per la pubblicazione di molteplici studi in Francia e all’estero. I tre stati furono riprodotti facilmente ovunque. Tuttavia osservatori attenti poterono distinguere alcuni stati intermedi, il cui numero aumentò fino a quando si riconobbe che era possibile rintracciarne quanti se ne volevano!

Nel 1884 un professore della facoltà di medicina di Nancy, il dottor Bernheim, pubblicò un piccolo libro nel quale riprendeva le teorie elaborate al tempo del magnetismo animale dall’Abate Faria, da Bertrand e da Noizet, e applicate nel 1866 alla terapia da un suo concittadino, il dottor Liébault. Queste teorie spiegavano il sonno nervoso con la potenza dell’idea, cioè con la suggestione. Bernheim sosteneva che nell’uomo è presente « una facoltà di assimilazione naturale che permette il passaggio più o meno rapido dell’idea in azione ». L’ ipnotismo come il sonnambulismo, non sarebbe altro che una suggestione accettata dal cervello. Avrebbe la medesima frequenza sia nei soggetti normali, sia negli isterici, negli uomini e nelle donne, e la sua frequenza generale sarebbe più grande di quanto non si pensi.

I collaboratori di Bernheim, Liégeois e Beaunis, pur senza essere completamente d’accordo con lui, svilupparono le sue concezioni, e i loro sforzi riuniti sconfissero la dottrina di Charcot dopo una lotta durata alcuni anni. Essi sostennero che il sonno ipnotico non era affatto una forma di isteria, che non aveva nulla di patologico, e che era fisiologico come il sonno normale.

Stabilirono infine che i tre stati non erano che fenomeni di suggestione e che l’ ipnotismo della Salpétrière non era che un « ipnotismo di cultura ».

 

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