L'
IPNOSI PER ESPERTI
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Lo
stato di fascinazione con l' ipnosi è uno
dei punti cardini dei nostri corsi. La fascinazione è uno
stato intermedio tra la veglia ed il sonno. Il barone D’Hont,
celebre esperto di ipnosi col nome di Donato, ne inventò il
metodo.
Ecco
come opererete seguendo i nostri corsi: puntate i vostri occhi
alla radice del naso del soggetto che volete influenzare
ordinandogli con la più grande energia, la volontà tesa in
quest’unico fine e sforzo, di guardarvi a sua volta in un
occhio od alla radice del naso.
Il
vostro naso dovrà sfiorare, quasi toccandolo, il naso del
vostro soggetto, determinando uno strabismo convergente;
l’eccessiva fatica degli organi visivi farà perdere così
al soggetto nervoso il controllo di se stesso. Sorgono le
prime manifestazioni di ipnosi ...
A
questo punto, per accelerare il fenomeno di qualche secondo,
potrete imprimere ai globi oculari, rapidamente ed
alternativamente, un movimento di convergenza e di divergenza.
Ne
deriva, ben presto, che lo sguardo dei soggetto che avrete
affascinato, si attaccherà al vostro e non se ne allontanerà
più senza che voi pronunciate una parola: quando
indietreggerete egli avanzerà, quando avanzerete indietreggerà;
si abbassa se voi vi abbassate si alzerà nello stesso momento
in cui vi alzerete. Imiterà tutti i vostri gesti; compirà
tutte le suggestioni che gli vorrete imporre, senza ricordare
nulla.
Ripetendo
i tentativi sullo stesso soggetto, lo stato di fascinazione si
evidenzierà sempre di più...
Per
mettere fine a questo stato basta soffiare sugli occhi del
soggetto.
Mettendo
una mano davanti agli occhi di un soggetto da voi affascinato
e dirigendo con l’indice della mano destra il suo sguardo
sugli occhi di un’altra persona, il soggetto si attaccherà
ineluttabilmente allo sguardo di questa persona.
Lo
stato di fascinazione avverrà automaticamente e più
facilmente facendo mettere sulle vostre mani, stese in avanti
orizzontalmente, quelle del soggetto, raccomandandogli di
premere con tutte le sue forze.
L’età
ideale per operare su soggetti di ambo i sessi va dai quindici
ai trenta anni.
Esistono
tuttavia numerose eccezioni fuori dalla norma.
Per
meglio farvi comprendere il fenomeno, riportiamo testualmente
una relazione del dottor Servais di un’esperienza di Donato,
avvenuta nel 1876 a Parigi, meta ultima dello sperimentatore,
dopo aver visitato il Belgio, l’Olanda, la Germania e la
Svizzera, riscuotendo grande successo e non fallendo mai un
esperimento:
“Donato
fissa il suo sguardo strano ed inquietante negli occhi di un
uomo mai visto prima. Costui cerca di evitare lo sguardo
insistente, ma i suoi sforzi sono inutili; resta inchiodato
sul posto con l’occhio attaccato in modo indissolubile alla
pupilla scintillante del suo affascinatore. Tenta di parlare,
Donato fa un gesto e lo blocca. Il soggetto non è
addormentato: è perfettamente sveglio e si rende conto
distintamente dell’impotenza in cui Donato lo riduce.
In
seguito perderà coscienza delle sue azioni; questa sarà
un’altra fase, ma mai il sonno sopraggiungerà a meno che l'esperimentatore
non lo voglia ed agisca conseguentemente. Il soggetto è
seduto? Non può alzarsi. È in piedi? Non può piegare le
ginocchia e flettere il corpo. Ha la mano aperta? Non può
chiuderla. Con uno sguardo (stupore provocato)
ed un gesto Donato provoca la paralisi totale o parziale del
corpo, un solo sguardo provoca disturbi profondi alle funzioni
intellettuali. Crea delle allucinazioni impensabili, procura
delle sensazioni ingannevoli e fa provare dei sentimenti
immaginari: fa vedere e toccare oggetti inesistenti, trasforma
l’afono in tenore, il silenzioso in chiacchierone. Deride
gli austeri, fa piangere i ridanciani, fa rabbrividire chi ha
caldo e fa sudare l’uomo intirizzito. Sotto la sua influenza
le persone serie tengono discorsi frivoli...”.
Abbiamo
da questo esempio, cari amici, visto con quale facilità la
fascinazione agisca e sia relativamente facile da prodursi su
soggetti nervosi. Ed Cavailhon diceva di Donato:
“La
potenza di Donato deriva dal fascino dei suoi occhi che
brillano e lampeggiano come quelli di una belva nella
notte”.
Mi
permetto di aggiungere al Cavailhon che: “Nulla si
ottiene con l' ipnosi come in ogni altro settore scientifico,
senza lavoro”.
Donato
esperimentava giorno e notte!
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