LE TECNICHE DI IPNOSI DEI GRANDI MAESTRI |
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METODI DI INDUZIONE CON L' IPNOSI
METODO GESSMAN
«Scelgo
fra gli astanti un soggetto pallido e nervoso, gli occhi spiritati e gli
dico che nel mio organismo si trova un forte coefficiente elettrico, che mi
permette di elettrizzare soggetti che non siano troppo robusti. Per
dimostrarlo, gli faccio prendere con le due mani due dita della mia mano
destra. Qualche minuto dopo gli domando se sente qualcosa. Se è un soggetto
che reagisce bene all' ipnosi mi risponde di sentire un formicolio ed un intorpidimento
delle braccia e della parte superiore del corpo. Allora
io dico: “Stringa la mia mano, di più, ancora di più. Ecco! Ora non potrà
più lasciare la mia mano!”. Ed è così. Passando la mia mano sinistra
sulle sue braccia, fortifico il crampo muscolare, in modo che non possa
lasciare
la mia mano, anche su mio ordine. Un soffio sulla mano e la certezza che sia
libera caccia immediatamente il crampo. Quest’esperienza
mi dà la certezza che il soggetto si presti alla vera ipnosi che avviene
così: “ “Mi siedo di fronte a lui, gli faccio chiudere gli occhi,
prendo le sue mani nelle mie, in modo che i quattro pollici siano appoggiati
gli uni contro gli altri, gli chiedo di restare tranquillo e di non
resistere al desiderio di sonno che apparirà. Come dorme, nel giro di due o
tre minuti, appesantisco il sonno con dei passi sulla testa e sulla gola ed
incomincio a far parlare il dormiente, cosa facile una volta posta la mia
mano destra sulla testa. Prendo colla sinistra la sua mano destra e gli
chiedo, vicino alla bocca dello stomaco: “Mi senti? “». Spesso
debbo rivolgere la domanda quattro o cinque volte prima di ottenere una
risposta a voce molto bassa. Ecco giunto il momento di continuare le
esperienze. Tuttavia, dovremo fermarci qui la prima volta per non affaticare
il soggetto». METODO GERLING
«Faccio
sedere il mio soggetto comodamente, le spalle rivolte.alla luce. Con voce
dolce e” “monotona lo prego di far molta attenzione alle mie parole e di
pensare a dormire mentre lo guardo negli occhi. Pongo allora le mie mani su
quelle del soggetto suggerendogli all’istante una sensazione di calore poi
di pesantezza e di intorpidimento delle braccia. Continuo a guardarlo ed
eseguo dei passi lentissimi dalla testa allo stomaco e suggerisco la
stanchezza, la pesantezza delle palpebre, la pesantezza della testa: tutti
i sintomi del sonno che arriva. Quando le palpebre del soggetto sbattono e
stanno per chiudersi, appoggio leggermente la mano destra sulla testa del
paziente e la abbasso dolcemente aiutando la chiusura delle palpebre. Quando
gli occhi sono chiusi, faccio coi pollici una lieve pressione sui globi
oculari dicendo:“Ora lei dorme”».
[ ARTICOLO PARTE
3 ]
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