LE TECNICHE DI IPNOSI DEI GRANDI MAESTRI

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METODI DI INDUZIONE CON L' IPNOSI 
METODO DEGLI AFFASCINATORI TESTE E DONATO

Questi due operatori affascinatori addormentano i loro soggetti solo fissandoli.

Così il Signor Teste espone il suo metodo:

«Sedetevi davanti al vostro soggetto. Lo inviterete a guardarvi il più fisso possibile mentre voi fisserete senza interruzione i vostri occhi sui suoi. Dapprima qualche profondo sospiro solleverà il suo petto, poi le sue palpebre batteranno, si umidiranno di lacrime, si contrarranno forte a più riprese ed infine si chiuderanno.

Questo metodo è usato dai professionisti in piedi per addormentare i loro soggetti nelle sedute di ipnosi ».

 

 

METODO DEL DOTTOR CHARLES RICHET

«Faccio sedere il paziente in poltrona, davanti a me; prendo i suoi due pollici in una mano e li chiudo forte ed uniformemente. Continuo questa manovra per tre o quattro minuti; in genere, le persone nervose provano già una specie di pesantezza nelle braccia, ai gomiti e soprattutto al polsi. Faccio poi dei passi, portando la mano distesa sulla testa, la fronte, le spalle, ma soprattutto le palpebre. I passi consistono nel fare dei movimenti uniformi dall’alto in basso, davanti agli occhi, come se, abbassando le mani, si potesse far chiudere gli occhi. All’inizio dei miei esperimenti, pensavo fosse necessario far.fissare un oggetto qualsiasi dal paziente; ma mi è sembrata una complicazione inutile. La fissazione dello sguardo ha forse qualche influenza ma non è indispensabile».

 

 

METODO DEL DOTTOR BERNHEIM

«Dico subito al malato che non si tratta di una pratica nociva o straordinaria; che è un sonno che si può provocare su chiunque, sonno calmo, ristoratore, che ristabilisce l’equilibrio del sistema nervoso. Dopo questa premessa gli dico:

“Mi guardi bene e non pensi che a dormire. Sta sentendo una pesantezza nelle palpebre, una fatica nei suoi occhi; battono, stanno inumidendosi; la vista diventa confusa, si chiudono”.

Qualche soggetto chiude gli occhi e dorme immediatamente. Con altri, ripeto, accentuo di più, aggiungo il gesto; poco importa il tipo di gesto. Metto due dita della mano destra davanti agli occhi della persona e la invito a fissarle, od anche passo diverse volte con le due mani davanti agli occhi dall’alto in basso, oppure invito la persona a fissare i miei occhi mentre cerco nello stesso tempo di indurre tutta la loro attenzione sull’idea del sonno. Io dico: “Le sue palpebre si chiudono, lei non può più aprirle. Lei proverà una pesantezza alle braccia, alle gambe; lei non sente più nulla, le sue mani resta:, o immobili, lei non vede più nulla, il sonno viene, e aggiungo energicamente: “dorma”. Gli occhi si chiudono, il malato dorme».

 

 


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